Il concetto di ‘Smart living’ definisce uno stile di vita e nuove abitudini abitative per cui la casa è vista come uno spazio in grado di adattarsi ai diversi ritmi della vita moderna – lavoro, benessere, socialità – con soluzioni flessibili e attente alla qualità della vita.
Lo smart living si è imposto come risposta concreta ad un cambiamento profondo della società. La pandemia ha scatenato il processo di cambiamento delle esigenze delle persone: la casa non è più solo il luogo dove si abita, ma uno spazio multifunzionale dove si lavora, si studia, ci si allena e ci si rigenera. Di conseguenza, gli elementi prima considerati secondari – come la luminosità, la presenza di spazi esterni o la possibilità di ricavare un home-office – sono diventati prioritari.
Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI)
Secondo i dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI), dal 2020 la domanda di immobili con terrazzi, giardini, stanze in più e situati in contesti extra-urbani ha registrato un’impennata. In alcune province si sono osservati aumenti tra il 20% e il 30% nelle ricerche di case in aree periferiche o in piccoli centri, a scapito dei centri cittadini. Questo riflette un desiderio diffuso di abitare in modo più consapevole e sostenibile, con un migliore equilibrio tra spazio, natura e tempo personale.
Il mercato si adatta
Il settore immobiliare ha iniziato a rispondere a questa nuova domanda. Crescono i progetti residenziali che puntano su spazi modulari, ambienti luminosi e multifunzionali, integrazione di aree verdi e servizi comuni come coworking, sale riunioni o spazi per il tempo libero. In diverse città si stanno riconvertendo ex edifici industriali o uffici dismessi in nuove forme di housing ibrido, capaci di combinare comfort domestico e funzionalità lavorativa.
Queste soluzioni rispecchiano le esigenze di un’utenza sempre più flessibile e digitale, che cerca un’abitazione in grado di rispondere a molteplici funzioni senza rinunciare al benessere.
Le agenzie cambiano approccio
Parallelamente, anche le agenzie immobiliari stanno aggiornando il proprio approccio alla promozione degli immobili. Le schede tecniche degli annunci mettono sempre più in evidenza caratteristiche come l’esposizione alla luce naturale, la presenza di balconi o giardini, la silenziosità, la possibilità di avere spazi dedicati al lavoro da remoto e la qualità dell’isolamento termico e acustico.
Inoltre, le agenzie stanno rivedendo i criteri di selezione dei beni in portafoglio, privilegiando immobili capaci di adattarsi ad uno stile di vita moderno, sempre più orientato verso il comfort intelligente.
Lo smart living con le sue nuove abitudini abitative è ormai un dato strutturale, una nuova normalità che ridefinisce il concetto di casa. Chi opera nel settore – sviluppatori, agenzie, professionisti – è chiamato ad abbracciare questi cambiamenti per costruire il valore immobiliare di domani.
Il concetto di ‘Smart living’ definisce uno stile di vita e nuove abitudini abitative per cui la casa è vista come uno spazio in grado di adattarsi ai diversi ritmi della vita moderna – lavoro, benessere, socialità – con soluzioni flessibili e attente alla qualità della vita.
Lo smart living si è imposto come risposta concreta ad un cambiamento profondo della società. La pandemia ha scatenato il processo di cambiamento delle esigenze delle persone: la casa non è più solo il luogo dove si abita, ma uno spazio multifunzionale dove si lavora, si studia, ci si allena e ci si rigenera. Di conseguenza, gli elementi prima considerati secondari – come la luminosità, la presenza di spazi esterni o la possibilità di ricavare un home-office – sono diventati prioritari.
Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI)
Secondo i dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI), dal 2020 la domanda di immobili con terrazzi, giardini, stanze in più e situati in contesti extra-urbani ha registrato un’impennata. In alcune province si sono osservati aumenti tra il 20% e il 30% nelle ricerche di case in aree periferiche o in piccoli centri, a scapito dei centri cittadini. Questo riflette un desiderio diffuso di abitare in modo più consapevole e sostenibile, con un migliore equilibrio tra spazio, natura e tempo personale.
Il mercato si adatta
Il settore immobiliare ha iniziato a rispondere a questa nuova domanda. Crescono i progetti residenziali che puntano su spazi modulari, ambienti luminosi e multifunzionali, integrazione di aree verdi e servizi comuni come coworking, sale riunioni o spazi per il tempo libero. In diverse città si stanno riconvertendo ex edifici industriali o uffici dismessi in nuove forme di housing ibrido, capaci di combinare comfort domestico e funzionalità lavorativa.
Queste soluzioni rispecchiano le esigenze di un’utenza sempre più flessibile e digitale, che cerca un’abitazione in grado di rispondere a molteplici funzioni senza rinunciare al benessere.
Le agenzie cambiano approccio
Parallelamente, anche le agenzie immobiliari stanno aggiornando il proprio approccio alla promozione degli immobili. Le schede tecniche degli annunci mettono sempre più in evidenza caratteristiche come l’esposizione alla luce naturale, la presenza di balconi o giardini, la silenziosità, la possibilità di avere spazi dedicati al lavoro da remoto e la qualità dell’isolamento termico e acustico.
Inoltre, le agenzie stanno rivedendo i criteri di selezione dei beni in portafoglio, privilegiando immobili capaci di adattarsi ad uno stile di vita moderno, sempre più orientato verso il comfort intelligente.
Lo smart living con le sue nuove abitudini abitative è ormai un dato strutturale, una nuova normalità che ridefinisce il concetto di casa. Chi opera nel settore – sviluppatori, agenzie, professionisti – è chiamato ad abbracciare questi cambiamenti per costruire il valore immobiliare di domani.

