Pubblicato il: 2 Aprile 2026-Categorie: Angoli di Real Estate -
Pubblicato il: 2 Aprile 2026-Categorie: Angoli di Real Estate -

Nell’ambito della nostra rubrica Angoli di real estate vi proponiamo l’intervista ad Amelia Valletta, architetto, designer e fondatrice di The HAD, Human Animal Design. The HAD è uno studio che si occupa di progettazione di ambienti, prodotti, servizi ed esperienze volti a valorizzare il benessere etologico dell’animale, la qualità della sua relazione con l’uomo e con altre specie animali e la bio-sostenibilità dell’ambiente in cui si interviene. La Dott.ssa Valletta è anche Direttrice del dipartimento di Pet Design all’interno di POLI.design.

Come è nata l’idea di progettare spazi per gli animali domestici? 

Io sono un architetto e per molti anni mi sono occupata di progettazione. Nel contempo ho sempre avuto una profonda passione per il mondo animale, nata dall’essere proprietaria di diversi animali, da anni di volontariato e operato in canile e dall’essere anche istruttrice cinofila.

Nel tempo, queste dimensioni – l’architettura/progettazione e la conoscenza etologica/veterinaria – hanno iniziato a fondersi in un’idea innovativa che è quella di creare spazi abitativi che non fossero solo belli per l’occhio umano, ma realmente armoniosi per la convivenza tra umani e animali domestici.

Così nel 2019, prima dello scoppio della pandemia, ho deciso di chiudere il mio vecchio studio di design industriale, attivo da vent’anni, per dedicarmi pienamente a questo nuovo progetto. Con il lockdown e le lunghe giornate passate a casa è maturata definitivamente l’idea di  The HAD – Human Animal Design®.

Pet designer: progettazione di ambienti a misura di pet

E di cosa si occupa esattamente?

The HAD è il primo brand in Italia specializzato nel design per l’abitare degli animali domestici, con approccio cognitivo-zoo antropologico. Si basa sulla progettazione delle qualità ambientali come chiave migliorativa del benessere dell’animale, della relazione e della convivenza con l’uomo.

The HAD integra nel proprio oggetto sociale lo scopo di avere un impatto positivo sulla società, fornendo contenuti sempre all’avanguardia e al passo con le evoluzioni socio-culturali ed economiche del Paese. È anche un riferimento per chi opera nel settore e per chi vuole investire nella pet-economy, con progetti orientati al benessere dell’animale, all’inclusività e alla cura.

Pet designer: progettazione di ambienti a misura di pet

A chi vi rivolgete?

Siamo partiti dalla consulenza per i privati. Nella maggior parte dei casi si è trattato di piccoli adeguamenti ambientali funzionali.

Nel mio team di lavoro però ci siamo accorti con un pò di delusione che tra i privati, nonostante viviamo nel boom della pet economy, culturalmente siamo lontanissimi dal concepire interventi di ristrutturazione importanti in virtù degli animali. 

Quando parliamo di progettare spazi a misura di cane, gatto e umano, noi intendiamo un lavoro importante che parte dal layout degli ambienti e interessa le finiture, i pavimenti, i materiali, i colori: si tratta di un approccio sistemico, una biosostenibilità reale.

Ci sembra che non ci sia ancora abbastanza consapevolezza da parte dei privati a questo livello e per questo a partire dal 2023 abbiamo deciso di rivolgerci alle aziende ed in particolar modo ai costruttori.

I costruttori dovrebbero progettare case pet-friendly?

Abbiamo deciso di rivolgerci a loro e anche agli alberghi perchè sono i soggetti in grado di  intervenire fin dall’origine sulla realizzazione del progetto. Siamo in contatto con costruttori che stanno edificando centinaia di appartamenti a Milano. La nostra proposta è che circa un quarto dei loro nuovi appartamenti possano essere proposti e configurati a misura di animale all’interno di quel contesto. Si tratta di aggiungere alle diverse proposte l’opzione pet friendly.

Questo implica che chi opta per questo tipo di appartamento avrà anche un capitolato dedicato con materiali e colori selezionati apposta per questa esigenza. Addirittura poi l’acquirente potrà rivolgersi a noi per una progettazione specializzata nella creazione degli spazi consoni all’animale che hanno o che prevedono di avere, per il supporto nella scelta dei materiali e magari per il furnishing di prodotti già presenti sul mercato oppure per una progettazione su misura. 

Ma quello che è più importante è la scelta dei materiali e l’organizzazione del layout che sono aspetti architettonici: in questo modo la scelta strutturale vera e propria avviene a monte, al momento dell’acquisto.

Pet designer: progettazione di ambienti a misura di pet

È un approccio originale che implica un cambiamento culturale anche rispetto alla progettazione…

Si tratta di un approccio sistemico, che è una parola usata anche in medicina veterinaria comportamentale. Questo approccio prevede che in uno spazio devono stare bene contemporaneamente l’uomo, la pianta, l’animale. Sicuramente è un cambiamento culturale e in questo momento il mio lavoro è anche quello di essere un pioniere nel divulgare questa urgenza e creare l’humus affinché questo germe diventi una pianta che fiorisce.

D’altra parte negli ultimi anni la presenza di cani e gatti nelle famiglie è cresciuta in modo significativo, trasformando gli animali domestici in veri e propri membri del nucleo familiare. Quindi si tratta di una scelta che risponde ad un bisogno reale, migliora la vivibilità complessiva e rappresenta un’importante leva commerciale ancora poco sfruttata.

E le strutture ricettive cosa possono fare?

Gli albergatori sono l’altro grande asset. Siamo in contatto con realtà interessate a questo tema, anche in questo ambito sta crescendo la sensibilità e ci sono grandi catene che in Europa, ma soprattutto negli Stati Uniti, hanno fatto investimenti importanti fino alla creazione di alberghi pet-friendly. Questi non sono alberghi per l’umano con con una declinazione pet, ma alberghi focalizzati proprio su quel tipo di target.

Pet designer: progettazione di ambienti a misura di pet

Qual è la differenza?

Noi vogliamo distinguerci e ci distinguiamo perché puntiamo al benessere etologico dell’animale e su questo abbiamo creato un’oasi di cultura e di pensiero. C’è un modo di essere pet-friendly che è inteso come pet-accepting, ma sono due cose completamente diverse.

Ma in generale quello a cui puntiamo è la pet-experience, cioè la creazione di un’esperienza di piacevolezza basata su molti parametri che sono anche olistici, quindi acustici, visivi, olfattivi…

Se qualcuno volesse approfondire il tema del design pet-driven cosa dovrebbe fare?

In pochi anni The HAD è diventato un riferimento nel pet design per aziende, enti e associazioni e su questo facciamo anche formazione. Lavoriamo in co-progettazione attraverso workshop che coinvolgono il management e che hanno l’obiettivo di sviluppare nuove concept ideas partendo da brief specifici. Utilizziamo modelli teorici e applicativi che afferiscono alla psicologia cognitiva, all’etologia e a discipline in ambito design, con un approccio interdisciplinare volto ad accelerare la creatività. Quindi se qualcuno è interessato a saperne di più o ha un progetto in questo ambito in cui desidera essere supportato non deve fare altro che contattarci!

Se volete contattare Amelia Valletta potete farlo attraverso il sito web  The HAD o tramite il profilo instagram The HAD

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Nell’ambito della nostra rubrica Angoli di real estate vi proponiamo l’intervista ad Amelia Valletta, architetto, designer e fondatrice di The HAD, Human Animal Design. The HAD è uno studio che si occupa di progettazione di ambienti, prodotti, servizi ed esperienze volti a valorizzare il benessere etologico dell’animale, la qualità della sua relazione con l’uomo e con altre specie animali e la bio-sostenibilità dell’ambiente in cui si interviene. La Dott.ssa Valletta è anche Direttrice del dipartimento di Pet Design all’interno di POLI.design.

Come è nata l’idea di progettare spazi per gli animali domestici? 

Io sono un architetto e per molti anni mi sono occupata di progettazione. Nel contempo ho sempre avuto una profonda passione per il mondo animale, nata dall’essere proprietaria di diversi animali, da anni di volontariato e operato in canile e dall’essere anche istruttrice cinofila.

Nel tempo, queste dimensioni – l’architettura/progettazione e la conoscenza etologica/veterinaria – hanno iniziato a fondersi in un’idea innovativa che è quella di creare spazi abitativi che non fossero solo belli per l’occhio umano, ma realmente armoniosi per la convivenza tra umani e animali domestici.

Così nel 2019, prima dello scoppio della pandemia, ho deciso di chiudere il mio vecchio studio di design industriale, attivo da vent’anni, per dedicarmi pienamente a questo nuovo progetto. Con il lockdown e le lunghe giornate passate a casa è maturata definitivamente l’idea di  The HAD – Human Animal Design®.

Pet designer: progettazione di ambienti a misura di pet

E di cosa si occupa esattamente?

The HAD è il primo brand in Italia specializzato nel design per l’abitare degli animali domestici, con approccio cognitivo-zoo antropologico. Si basa sulla progettazione delle qualità ambientali come chiave migliorativa del benessere dell’animale, della relazione e della convivenza con l’uomo.

The HAD integra nel proprio oggetto sociale lo scopo di avere un impatto positivo sulla società, fornendo contenuti sempre all’avanguardia e al passo con le evoluzioni socio-culturali ed economiche del Paese. È anche un riferimento per chi opera nel settore e per chi vuole investire nella pet-economy, con progetti orientati al benessere dell’animale, all’inclusività e alla cura.

Pet designer: progettazione di ambienti a misura di pet

A chi vi rivolgete?

Siamo partiti dalla consulenza per i privati. Nella maggior parte dei casi si è trattato di piccoli adeguamenti ambientali funzionali.

Nel mio team di lavoro però ci siamo accorti con un pò di delusione che tra i privati, nonostante viviamo nel boom della pet economy, culturalmente siamo lontanissimi dal concepire interventi di ristrutturazione importanti in virtù degli animali. 

Quando parliamo di progettare spazi a misura di cane, gatto e umano, noi intendiamo un lavoro importante che parte dal layout degli ambienti e interessa le finiture, i pavimenti, i materiali, i colori: si tratta di un approccio sistemico, una biosostenibilità reale.

Ci sembra che non ci sia ancora abbastanza consapevolezza da parte dei privati a questo livello e per questo a partire dal 2023 abbiamo deciso di rivolgerci alle aziende ed in particolar modo ai costruttori.

I costruttori dovrebbero progettare case pet-friendly?

Abbiamo deciso di rivolgerci a loro e anche agli alberghi perchè sono i soggetti in grado di  intervenire fin dall’origine sulla realizzazione del progetto. Siamo in contatto con costruttori che stanno edificando centinaia di appartamenti a Milano. La nostra proposta è che circa un quarto dei loro nuovi appartamenti possano essere proposti e configurati a misura di animale all’interno di quel contesto. Si tratta di aggiungere alle diverse proposte l’opzione pet friendly.

Questo implica che chi opta per questo tipo di appartamento avrà anche un capitolato dedicato con materiali e colori selezionati apposta per questa esigenza. Addirittura poi l’acquirente potrà rivolgersi a noi per una progettazione specializzata nella creazione degli spazi consoni all’animale che hanno o che prevedono di avere, per il supporto nella scelta dei materiali e magari per il furnishing di prodotti già presenti sul mercato oppure per una progettazione su misura. 

Ma quello che è più importante è la scelta dei materiali e l’organizzazione del layout che sono aspetti architettonici: in questo modo la scelta strutturale vera e propria avviene a monte, al momento dell’acquisto.

Pet designer: progettazione di ambienti a misura di pet

È un approccio originale che implica un cambiamento culturale anche rispetto alla progettazione…

Si tratta di un approccio sistemico, che è una parola usata anche in medicina veterinaria comportamentale. Questo approccio prevede che in uno spazio devono stare bene contemporaneamente l’uomo, la pianta, l’animale. Sicuramente è un cambiamento culturale e in questo momento il mio lavoro è anche quello di essere un pioniere nel divulgare questa urgenza e creare l’humus affinché questo germe diventi una pianta che fiorisce.

D’altra parte negli ultimi anni la presenza di cani e gatti nelle famiglie è cresciuta in modo significativo, trasformando gli animali domestici in veri e propri membri del nucleo familiare. Quindi si tratta di una scelta che risponde ad un bisogno reale, migliora la vivibilità complessiva e rappresenta un’importante leva commerciale ancora poco sfruttata.

E le strutture ricettive cosa possono fare?

Gli albergatori sono l’altro grande asset. Siamo in contatto con realtà interessate a questo tema, anche in questo ambito sta crescendo la sensibilità e ci sono grandi catene che in Europa, ma soprattutto negli Stati Uniti, hanno fatto investimenti importanti fino alla creazione di alberghi pet-friendly. Questi non sono alberghi per l’umano con con una declinazione pet, ma alberghi focalizzati proprio su quel tipo di target.

Pet designer: progettazione di ambienti a misura di pet

Qual è la differenza?

Noi vogliamo distinguerci e ci distinguiamo perché puntiamo al benessere etologico dell’animale e su questo abbiamo creato un’oasi di cultura e di pensiero. C’è un modo di essere pet-friendly che è inteso come pet-accepting, ma sono due cose completamente diverse.

Ma in generale quello a cui puntiamo è la pet-experience, cioè la creazione di un’esperienza di piacevolezza basata su molti parametri che sono anche olistici, quindi acustici, visivi, olfattivi…

Se qualcuno volesse approfondire il tema del design pet-driven cosa dovrebbe fare?

In pochi anni The HAD è diventato un riferimento nel pet design per aziende, enti e associazioni e su questo facciamo anche formazione. Lavoriamo in co-progettazione attraverso workshop che coinvolgono il management e che hanno l’obiettivo di sviluppare nuove concept ideas partendo da brief specifici. Utilizziamo modelli teorici e applicativi che afferiscono alla psicologia cognitiva, all’etologia e a discipline in ambito design, con un approccio interdisciplinare volto ad accelerare la creatività. Quindi se qualcuno è interessato a saperne di più o ha un progetto in questo ambito in cui desidera essere supportato non deve fare altro che contattarci!

Se volete contattare Amelia Valletta potete farlo attraverso il sito web  The HAD o tramite il profilo instagram The HAD

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